Intervista di Francesca Angelinelli ad Andrea Donatangelo
1) Iniziamo da una
domanda di rito: Chi è Andrea Donatangelo? Come ti
sei avvicinato alla scrittura?
Sono una persona come
tante altre che cerca di vivere il più serenamente
possibile ogni situazione. Mi piacerebbe lavorare
nel campo artistico: adoro l'Arte sotto ogni suo
aspetto. Il mio sogno nel cassetto è quello di
collaborare con un museo d'arte moderna, magari
ritrovandomi a passeggiare tra un Tiziano ed un
Caravaggio.
La scrittura ha fatto
parte della mia vita da sempre, ma solo da un paio
di anni a questa parte si è trasformata da sogno in
realtà. Sin da piccolo mi prodigavo nell'inventare
storie fantasiose e intrecci di ogni tipo dando
sfogo alla mia fantasia.
2) Come mai la scelta di
scrivere un urban fantasy?
Ho scelto l'urban
fantasy perché è il genere che adoro di più. Mi
piace l'idea del fantasy ambientato ai giorni
nostri, credo che sia uno dei generi più intriganti.
Il fascino dei palazzi, delle città e delle strade
metropolitane non ha eguali, trovarseli
quotidianamente davanti agli occhi mi ha aiutato a
creare la storia de L'Angelo delle tenebre.
3) Quali sono i tuoi
modelli, gli autori cui ti ispiri?
Sono cresciuto leggendo
Stephen King e guardando i film cult degli anni '90,
come Nightmare e Venerdì
4) Nel tuo romanzo le
forze contrapposte si rifanno a concetti arcaici e
importanti. Come definiresti la concezione del Bene
e del Male nel tuo romanzo?
Il Male è la forza
motrice che sconvolge la situazione di apparente
tranquillità regnante nella città di Chieti. Opera
nei modi più subdoli, grazie all'aiuto di
un'infinità di creature dark. Il Bene, invece, è
trattato come qualcosa di irraggiungibile. E'
difficile che si manifesti agli esseri umani per
aiutarli. Per questo ho deciso di creare all'interno
della storia una terza sfera...
5) Nel tuo romanzo
compaiono figure tipiche della tradizione cristiana,
come gli angeli. Ti sei documentato in qualche modo
in questo senso? Qual è il tuo rapporto con la
religione?
Lavorando nel campo
artistico entro usualmente a contatto con molte
figure della tradizione cristiana, approfondendone
il simbolismo e la particolare natura. Studiare
grandi artisti come Raffaello e Michelangelo mi fa
sentire partecipe della religione più di ogni altra
cosa. Mi sento quindi, nel mio piccolo, documentato
a sufficienza.
Penso di avere un buon
rapporto con la religione; se non riuscissi a
viverla fino in fondo, credo che non potrei
apprezzare l'immenso valore di alcune opere d'arte.
6)
Ma ci sono anche i vampiri, figure quanto mani
presenti nelle scena fantasy contemporanea.
Sì ci sono anche loro.
Era inevitabile non inserirli nella trama: dominano
gli scenari urban da molti anni, ormai.
Sono rappresentati nel
rispetto delle loro caratteristiche primitive:
quelle da predatori. Ritengo che negli ultimi tempi
queste siano state dimenticate nel vano tentativo di
attribuire loro un'anima e dei sentimenti che forse
alle origini non avevano.
7) Il tuo romanzo parla
di Amore e di Fede, che cosa significano per te?
Penso che l'Amore sia il
sentimento più nobile e profondo che possiamo
provare. Senza l'amore la nostra esistenza sarebbe
un vero Inferno.
Credo la stessa cosa per
Io Amo e Credo ogni
giorno e non mi va di sprecare il tempo che mi resta
ad ignorare ciò che la mia anima invoca
costantemente.
8) Mostri un mondo ricco
di brutture: cosa pensi della situazione mondiale
attuale? Credi davvero che l'umanità stia
inesorabilmente andando alla deriva?
Mostro il mondo che vedo
tutti i giorni. Inutile nascondere che la situazione
attuale non mi piace per niente. Penso che stiamo
perdendo i veri valori, fondamenti della nostra
esistenza, facendoci fuorviare dalle cose più
futili. Più ci allontaniamo da ciò che è davvero
importante più risulta inevitabile smarrirsi.
9) Il tuo protagonista è
un ragazzo: rappresenta la speranza per un futuro
migliore?
Più che una speranza è
una certezza. E' umano dalla testa ai piedi, ma al
tempo stesso saldo nelle sue scelte, nelle sue
decisioni, nella volontà di mutare ciò che non
ritiene giusto. La sua forza è riposta nella sua
anima. I sentimenti che prova lo rendono forte e gli
permettono di opporsi alle difficoltà. In un certo
senso è la sua natura di essere umano a renderlo
unico. Una dimostrazione di come è possibile essere
speciali restando se stessi.
10) Avendo come
protagonista un adolescente, diresti che il tuo
romanzo è destinato a un pubblico giovane?
Direi di sì. Non ho
voluto scrivere un testo difficile, ma una storia
leggera e allo stesso tempo profonda. Spero che
venga apprezzato anche dai meno giovani; in fondo i
sentimenti e le emozioni non cambiano in base
all'età. L'Angelo delle tenebre si basa
sulle sensazioni che proviamo ed assaggiamo in ogni
momento della nostra vita, quindi spero che possa
stupire qualsiasi lettore.

