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Bughi,
il bambino nero - Giovanni Fabbri |

30 Maggio 2008
Il Risveglio Popolare
recensisce
"Bughi il bambino nero"
di Gabriella Bona
Ci sono bambini che temono il buio, che
lo ritengono spaventosamente pieno di mostri e fantasmi e bambini che al
buio si affidano con tranquillità, senza temere spiacevoli incontri. Poi
ci sono quelli come Mattia, grande lettore di libri e di fumetti di
Dylan Dog, che vedono nel buio una promessa di nuovi incontri, di novità
che le giornate e la luce del sole non possono permettere.
E una notte, nella camera di Mattia, si sente una vocina, una richiesta
di aiuto. Bughi, un bambino nero (perché anche gli uomini neri nascono
bambini), un bambino di “ombra e nerofumo”, è rimasto con la giacchetta
impigliata in un gancio dell’attaccapanni. Mattia non ha paura, anche se
la novità un poco lo stupisce, ma lo aiuta e nasce l’amicizia che
proseguirà per tutto il libro, in un racconto vivace in cui i libri e
l’amicizia sono i protagonisti. Come in ogni avventura ci sono i buoni e
i cattivi, non proprio come te li aspetti, naturalmente, e un sacco di
colpi di scena.
Il mondo diverso, sconosciuto e misterioso che Mattia si trova davanti
non produce difese o barriere ma stimoli nuovi per scoprire, per
conoscere, per mettere a confronto mondi diversi. Gli uomini neri non
fanno paura, sono diversi ma non sono pericolosi e Mattia ha ancora
un’età che gli permette di voler conoscere e provare, lontano dagli
stereotipi degli adulti. Il bambino nero, che per rendersi visibile ha
bisogno di un ambiente piacevole e stimolante, lo trova nella cameretta
di Mattia.
Un libro sull’amicizia, contro il pregiudizio, scritto per i bambini ma
dal quale anche noi adulti possiamo trarre spunti per ripensare a un
tempo in cui eravamo più semplici e sereni e, chissà, forse anche la
voglia di togliersi di dosso tanta zavorra che gli anni hanno accumulato
tra i nostri pensieri.