"L'uomo che dipingeva con i coltelli", del giovane scrittore Marco Mazzanti, è un romanzo strano. Strano, sì, ma nel senso più nobile del termine. Strano perché ti basta leggere le prime righe per renderti conto che non hai letto mai nulla di simile, e che quel mucchio di fogli ti aprirà la mente a dei mondi nuovi, a delle esperienze emozionali... strane, appunto.
Per giocare proprio con il titolo, questo romanzo si
può paragonare ad un coltello; all'inizio lo guardi,
vieni attratto dalla lucentezza della lama... Ti
chiedi come ti è finito sotto gli occhi, e senza
accorgertene sta già solcando la tua pelle... E sei
fritto! "Fin dove arriverà?" - ti domandi ancora -
"Dove?"
Parlavo di esperienze emozionali... Innanzitutto, la
vividezza delle immagini, anche dal punto di vista
cromatico.
Poi, il linguaggio ricercatissimo, raffinato,
perfettamente rapportato al contesto storico e ai
personaggi, che non sono mai "grigi": sono
delicatissimi (come Asja) o ferocissimi (Scile).
E ancora, le azioni che questi personaggi compiono.
Marco Mazzanti non è "morbido", ti sbatte in faccia
l'azione nella sua nuda crudezza, ed è proprio
questo suo modo di concepire la scrittura che rende
la storia tremendamente realistica, e a tratti
addirittura "malata". Non esagero quando dico che,
nonostante la sua giovanissima età, è uno scrittore
maturo; uno che, si percepisce da subito, legge
tanto (e purtroppo non è un fenomeno frequente, di
questi tempi).
Per capire la "stranezza", intesa come brillante
originalità, di questa storia, basti solo pensare
che tratta di un pittore che, a un certo punto della
sua vita, recupera la vista e quindi il concetto dei
colori, che comincia ad amare in maniera morbosa,
ossessiva. Peccato che lui, invece, di colori
addosso non ne abbia: è un albino.
Le particolarità di questo personaggio sono due:
dipinge usando dei coltelli e si innamora in modo
viscerale delle persone che lo colpiscano
"cromaticamente".
Non vi dico altro per non togliervi la sorpresa nel
caso decideste di regalarvi questo bellissimo
romanzo/coltello. Vedrete, sarete ben contenti di
farvi "trapassare"...

