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L'uomo che dipingeva con i coltelli - Marco Mazzanti

 

14 febbraio 2010

Caterina Saracino

 recensisce

"L'Uomo che dipingeva con i coltelli"


"L'uomo che dipingeva con i coltelli", del giovane scrittore Marco Mazzanti, è un romanzo strano. Strano, sì, ma nel senso più nobile del termine. Strano perché ti basta leggere le prime righe per renderti conto che non hai letto mai nulla di simile, e che quel mucchio di fogli ti aprirà la mente a dei mondi nuovi, a delle esperienze emozionali... strane, appunto.


Per giocare proprio con il titolo, questo romanzo si può paragonare ad un coltello; all'inizio lo guardi, vieni attratto dalla lucentezza della lama... Ti chiedi come ti è finito sotto gli occhi, e senza accorgertene sta già solcando la tua pelle... E sei fritto! "Fin dove arriverà?" - ti domandi ancora - "Dove?"
Parlavo di esperienze emozionali... Innanzitutto, la vividezza delle immagini, anche dal punto di vista cromatico.
Poi, il linguaggio ricercatissimo, raffinato, perfettamente rapportato al contesto storico e ai personaggi, che non sono mai "grigi": sono delicatissimi (come Asja) o ferocissimi (Scile).


E ancora, le azioni che questi personaggi compiono. Marco Mazzanti non è "morbido", ti sbatte in faccia l'azione nella sua nuda crudezza, ed è proprio questo suo modo di concepire la scrittura che rende la storia tremendamente realistica, e a tratti addirittura "malata". Non esagero quando dico che, nonostante la sua giovanissima età, è uno scrittore maturo; uno che, si percepisce da subito, legge tanto (e purtroppo non è un fenomeno frequente, di questi tempi).


Per capire la "stranezza", intesa come brillante originalità, di questa storia, basti solo pensare che tratta di un pittore che, a un certo punto della sua vita, recupera la vista e quindi il concetto dei colori, che comincia ad amare in maniera morbosa, ossessiva. Peccato che lui, invece, di colori addosso non ne abbia: è un albino.
Le particolarità di questo personaggio sono due: dipinge usando dei coltelli e si innamora in modo viscerale delle persone che lo colpiscano "cromaticamente".
Non vi dico altro per non togliervi la sorpresa nel caso decideste di regalarvi questo bellissimo romanzo/coltello. Vedrete, sarete ben contenti di farvi "trapassare"...

 

 

 

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