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Consigli per gli scrittori esordienti

 

In questa sezione vogliamo dare qualche consiglio utile a tutti coloro che per curiosità, passione, estro o determinazione decidono di scrivere  la loro prima, esaltante, opera.

Ebbene, data l'esperienza pluriennale accumulata in campo editoriale, ci sentiamo di poter aiutare lo scrittore a migliorare la composizione del suo scritto facendogli evitare una serie di errori comuni.

In primo luogo, consigliamo agli scrittori che si accingono a raccontare una storia di non iniziare senza essersi posti le 5 domande che solitamente si pongono i giornalisti prima di iniziare a scrivere un articolo: le cosiddette 5 W:

- Why

- Who

- Where

- When

- What

Esse possono adattarsi alla scrittura di un romanzo traducendosi come: perché ho deciso di raccontare questa storia; chi sono i personaggi della storia; dove si svolge ciò che sto per raccontare; in quale periodo storico e narrativo si svolge l'azione; quale è l'azione e come si svilupperà.

Ed infine - non ultima tra le domande che si deve porre un buono scrittore e assente tra le precedenti - chi sarà interessato a leggere ciò che sto per scrivere. 

Come scrittore è bene fare attenzione al target di riferimento, ossia alla tipologia di lettori che ci aspettiamo si interessi al nostro scritto.

Se si scrive un testo che narra le vicende di alcuni topolini alle prese con un gatto, non si può pretendere che tale racconto possa interessare un pubblico adulto! Per quanto l'autore sia convinto dell'attualità dei temi celati dietro la storia, del significato universale del suo racconto e della sua paradigmaticità, non potrà pretendere di interessare un pubblico eterogeneo!

Allo stesso modo, bisogna fare attenzione a non perdersi in inutili composizioni intellettualistiche: scrivere una nuova enciclopedia tematica ironizzando  su quanto è già stato scritto e pretendere che la propria opera - come insieme di ironia e simpatico stravolgimento della realtà naturale - possa interessare chiunque, è come pretendere che gli scritti del Lotman - uno dei più grandi critici dello strutturalismo - siano una lettura da affrontare prima di andare a dormire!

Una volta che si è risposto ad ognuna delle domande suddette, prima di iniziare a scrivere si deve ordinare la successione dei capitoli, degli eventi e dei personaggi.

Prima di iniziare a scrivere, bisogna sempre preparare una griglia in cui schematizzare in modo chiaro e coerente ciò che si sta per raccontare.

In essa saranno contenuti i capitoli, i personaggi posti all'interno di ogni capitolo e le azioni che vi si svolgono. Solo in questo modo, l'autore avrà chiaro l'evolversi dell'intero romanzo e non si troverà - a metà lavoro - con brutte ripetizioni o gravi vuoti narrativi all'interno della storia.

Passiamo a parlare dello stile da adottare. Le due cose più importanti di uno scritto sono il lessico e la composizione sintattica. Con il primo si indica la scelta delle parole, con il secondo la costruzione della frase.

Va sempre ricordato che è meglio adottare un lessico semplice e chiaro, piuttosto che un lessico pomposo e magniloquente: la scrittura aulica non sempre è un pregio.

Decidere di scrivere un romanzo utilizzando gli stessi termini che usava  Dante, ad oggi non è un elemento di valore: peggio ancora, è tentare di utilizzare termini forbiti in modo sbagliato.

Scrivere brasato per basito o accattonare per accantonare significa utilizzare un termine senza conoscerne il significato, usando una parola che assomiglia a quella desiderata.

Quindi, bando ad inutili sfoggi di cultura: meglio parlare e scrivere in modo semplice e chiaro, piuttosto che riempire il foglio di vergognosi strafalcioni!

Passando alla sintassi suggeriamo, invece, di stare sempre attenti all'inizio ed alla fine di ogni periodo e di chiedersi quale sia il soggetto dell'azione ed il verbo che si riferisce ad essa.

Scrivere lunghi e contorti periodi finendo per dimenticare chi o cosa stia agendo, significa presentare un testo sintatticamente errato. 

In ultimo, attenzione agli errori o - per meglio dire - orrori di ortografia!

Per una Casa Editrice, ricevere un libro presentato con le più alte lodi ed iniziare a trovare una serie di errori ortografici è la cosa più frequente ed anche la più triste che possa accadere.

L'umiltà è propria delle persone intelligenti: meglio ammettere che il testo può aver bisogno di essere corretto, piuttosto che pretendere di aver pubblicato un libro in cui vengono usati i pronomi scorrettamente, le cui forme verbali sono sbagliate e dove la consecutio temporum è scorretta.

In questo caso - per quanto si possa aver composto la migliore delle opere - sarebbe comunque impossibile vederla pubblicata.

Sperando di esservi stati utili, vi auguriamo una buona scrittura!

 

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