HOME Chi Siamo Università A Scuola Appuntamenti Rassegna Stampa Acquisti CONTATTI


 

24 giugno 2011 Temperamente recensisce "L'Uomo che dipingeva con i coltelli" di Marco Mazzanti

Ricordate Demetrio dai capelli verdi? Bé, ho ritrovato il suo antenato, la sua bozza, nel primo romanzo del giovane autore romano, Marco Mazzanti.

Dmtrij è un albino cieco dalla nascita. Mattina, sera, rosso, bianco non hanno significato per lui…fino a 16 anni, quando acquista la vista grazie alle cure di un mago.

Siamo diversi anni prima del 1000 tra l’antica Penisola Balcanica e l’Asia Minore. La superstizione non è solo credenza, ma legge di vita, quasi. In molti, perciò, schernivano l’albino, reputandolo figlio del demonio.

Anna, sua sorella, gli insegna a dipingere e Dmtrij, affascinato dalle varie possibilità cromatiche, comincia a chiedersi se l’anima abbia un colore e se questo eserciti una particolare influenza.

Si innamora di una fanciulla; la ritiene diversa dal resto della carne – così definisce tutti gli esseri umani – ma presto lei va via, gettando Dmtrij nello sconforto e nella convinzione che siano tutti uguali e insignificanti, eccetto lui, che è eterno.

Abbandona la città quando più niente lo lega; nel frattempo ha imparato a dipingere con i coltelli e ricorre a questa abilità per assicurarsi da vivere, almeno per un po’. Un tragico evento lo porta ad accantonare arte e coltelli e inizia a lavorare presso un panificio. Nella nuova città il suo destino di intreccia a quello di altri tre personaggi, in un vortice di azioni e reazioni turbolente e irreversibili: la bella Asja, Scile e una donna che cerca vendetta.

Ho dovuto assorbire questo romanzo su di me prima di poterlo recensire, un po’ come i colori su una tela. Ero rimasta un po’ “scossa” dal contorno troppo esplicito di certe scene, eppure sentivo che c’era qualcosa di più. La narrazione è scorrevole, sembra di avere un cantastorie di fronte che racconta solo per te. Stordisce il passaggio di voci tra narratore onnisciente e personaggi.

È un romanzo carnale. Sì, niente di più adeguato di questo attributo. Un romanzo intimo e cromatico, che si tinge di cremisi; sinestetico, in un certo senso, e mi chiedo che ne avrebbe pensato Pasolini.

 

Susanna Maria de Candia



_________________________________________________________________________________________________________________________

www.deinoteraeditrice.com
 è un sito di proprietà della Società : R.P.C.T. S.r.l.
 con sede legale a Piazza Filattiera 48, Roma.
 P.IVA 07494561009
 Grafica, Layout e testi sono di esclusiva proprietà della R.P.C.T. S.r.l.
 
Tutela dei dati personali – Disclaimer